Servizi – Medicina Estetica

 

Medicina estetica
Medicina estetica

La Medicina Estetica è una branca medica che si occupa di migliorare la qualità della vita di chi vive a disagio per un inestetismo non accettato. Realizza fondamentalmente un programma di prevenzione dell’invecchiamento generale e di quello cutaneo in particolare e si occupa poi della correzione degli inestetismi del viso e del corpo.
Gli inestetismi di cui si occupa la Medicina Estetica possono essere congeniti oppure possono essere acquisiti nel corso degli anni, ad esempio a causa dell’invecchiamento o dello stile di vita.
In senso più allargato c’è da aggiungere che la Medicina Estetica si occupa anche della costruzione e della ricostruzione dell’equilibrio psicofisico dell’individuo sano, che può vivere con disagio la propria vita a causa di un inestetismo male accettato o che, più semplicemente, richiede regole gestionali di vita, suggerimenti ed interventi mirati al controllo del proprio invecchiamento, generale e cutaneo.

Chi si rivolge oggi alla Medicina Estetica domanda, infatti, oltre alla correzione dell’inestetismo dichiarato, quando presente, una prescrizione utile per migliorare la qualità della vita relativa alla propria età e per mantenere negli anni una condizione fisica e mentale ottimale.

Biostimolazione e biorivitalizzazione

L’invecchiamento cutaneo si deve ad un fattore intrinseco, tempo dipendente, ed uno estrinseco indotto da fattori ambientali, principalmente dovuto alle radiazioni solare. Il chronoaging si realizza per il concorso di fenomeni geneticamente determinati e del continuo accumulo delle alterazioni biochimiche, che sono causate dal normale metabolismo e determinano un graduale logorio di tutti i tessuti.
Il principale agente lesivo estrinseco è rappresentato, per la cute, dai raggi ultravioletti: quelli a più alta energia, gli UVB, venendo assorbiti dal DNA delle cellule dell’epidermide, provocano l’eritema solare e, nel lungo periodo, l’insorgenza di neoplasie.
I fotoni UVA sono meno aggressivi ma, essendo assai più abbondanti, veicolano, complessivamente, una maggior quantità di energia. Questi penetrano in profondità fino al derma e, mediante eventi foto-ossidativi, che attivano proteasi endogene, divengono i principali responsabili dell’insorgenza dei segni di photoaging. Provocando un degrado progressivo a carico della matrice extracellulare, riducono la sintesi di collagene, generando ammassi di materiale elastosico, che compromettono i processi di riparazione.

medicina estetica pelle

Nelle persone anziane assistiamo alla sovrapposizione sia dell’azione intrinseca crono-indotta e sia di quella estrinseca foto-indotta, determinando inestetismi a volte marcati.
Il medico estetico, sia per la prevenzione che per la terapia, deve saper distinguere le alterazioni da photoaging da quelle da chronoaging.
Nell’ambito delle tecniche antiaging, negli ultimi anni, sono venuti affermandosi i cosiddetti trattamenti intradermici. Questi consistono nell’inoculazione distrettuale di principi attivi, nutrienti e protettivi che favoriscono il fisiologico turn over dei tessuti cutanei.
L’obiettivo di questi trattamenti è quello di rallentare il fisiologico processo di invecchiamento cutaneo, che è caratterizzato dalla perdita di elasticità e della capacità idratante e che esita nella formazione di rughe più o meno profonde. Oltre alla valenza in un’ottica preventiva, lo scopo di molti di questi trattamenti è quello di esercitare una vera e propria riparazione del danno, acquisendo una funzione di rigenerazione e ringiovanimento.
Alla luce di queste riflessioni, è’ bene effettuare una distinzione tra biostimolazione e biorivitalizzazione.

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Per biostimolazione si intende una rigenerazione da danno indotto , che spinge la cute ad un processo di riparazione mediato da una risposta infiammatoria, per cui sia l’epidermide che il derma, conseguentemente si “rinnovano“, dando luogo in tempi più o meno brevi, ad un tessuto rigenerato e quindi esteticamente più giovane e privo di segni provocati dai processi di foto e cronoaging.
Ne sono esempi i peeling chimici, la radiofrequenza, il laser, la luce pulsata.
In ogni caso, con le tecniche di biostimolazione si innesca un processo di riparazione di un danno con produzione di collagene di tipo 1, ossia di tipo fibrotico.
Con il termine biorivitalizzazione si intende una rivitalizzazione ottenuta incrementando le fisiologiche attività metaboliche e di ricambio della pelle.

Con questa tecnica iniettiva distrettuale intradermica si ottiene un rinvigorimento del derma con conseguente idratazione profonda dei tessuti, normalizzazione delle ghiandole sebacee, formazione di collagene tipo 3, con caratteristiche di biorigenerazione, potenziando e rendendo più efficaci e duraturi tutti gli eventuali trattamenti successivi.

La biorivitalizzazione inoltre, consente , di contrastare o recuperare la perdita dei capelli che si verifica in particolari malattie distrofiche.
Nella biorivitalizzazione vengono utilizzati dei prodotti in grado di stimolare le cellule del derma per la produzione di collagene, elastina ed acido ialuronico e migliorare la vascolarizzazione fornendo un’azione di protezione riguardo i danni prodotti dai radicali liberi.
Si utilizzano diverse sostanze quali, per esempio, l’acido ialuronico, vitamine antiossidanti, aminoacidi, la glucosamina solfato ed il polidesossiribonucleotide (PDRN). Possono essere trattate differenti aree quali viso, collo, decolletè e mani.

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In quali casi può intervenire la medicina estetica?

  •  Aging cutaneo
  • Adiposità localizzate
  • Cellulite
  • Alterazione del microcircolo che possa essere trattato con carbossiterapia

Come si può intervenire?

  • Mesoterapia
  • Piede diabetico
  • Trattamento delle ferite difficili
  • Carbossiterapia
  • Lipolisi con vitamina C
  • Biorivitalizzazione
  • Peeling
  • Tossina Botulinica